ALOHA INSIDE

Aloha inside..

Ora lo provo a spiegare come faccio coi bambini di 8 anni.. speriamo che capiate!
Vorrei chiarire definitivamente che … non ci sono in Hawaii hawaiani che praticano ho’oponopono recitando un mantra, questo perché i concetti espressi nel mantra conosciuto da tutti come mantra dell’amore di ho’oponopono non sono hawaiani. O meglio c’è qualcuno che lo fà ma ha un intenzione diversa da quella occidentale, recitare un mantra positivo serve per colmare di energia positiva un posto nella nostra mente che altrimenti verrebbe occupato da pensieri ed emozioni negative.
Nella cultura hawaiana, nella filosofia di aloha, non esiste l’errore, quindi mi spiegate chi state perdonando quando dite .. mi dispiace, perdonami! .. chi è che và perdonato?? Secondo cultura occidentale state perdonando qualcuno, forse voi stessi per un errore che avete commesso.. MA.. secondo la filosofia hawaiana, non c’è NIENTE che qualcuno possa fare di sbagliato…
DUE CONCETTI
– Nessuno in Hawaii volontariamente, intendo, farebbe del male a qualcuno o farebbe qualcosa che crei danno a qualcuno.. se questo succede allora si; che si usa ho’oponopono in forma di “PENTIMENTO” si chiede scusa per l’errore fatto.. ma più che una forma di pentimento è una forma di umiltà.. IO mi accorgo dell’errore, (che anche qui non è corretto chiamarlo errore, perché le reazioni sono sempre spontanee ma mi posso rendere conto che involontariamente ho ferito qualcuno) e umilmente e coraggiosamente porgo le mie scuse …ma non succede spesso qui, perché si vive nello stato di pono con Aina( terra), Kanaka (persone) e Aumakua (divinità)!
– Poi si ACCETTA, si accetta quello che è successo, anche perché se è successo qualcosa di sbagliato, (anche qui se succede qualcosa non è mai sbagliato, ma mettiamo che..) è anche un po’ merito mio, quindi si “perdona” , non portando RANCORE (quella cosa che fa venire le rughe prima, per non dire di peggio) ci si fa sù una bella risata e si và a giocare insieme.. quel ricordo resterà sempre un ricordo positivo, perché attraverso quell’esperienza ci si è confrontati, capiti e insieme si è CRESCIUTI e alla fine divertiti. Perciò si ride e sorride ride e sorride.
Ogni cosa è giusta PERFETTA così com’è, quindi dov’è l’errore???? Chi deve perdonare cosa?? Sono concetti così semplici… si parla di accettazione e amore all’ennesima potenza.. si parla di rispetto infinito…lo vedete??
Gli hawaiani NON SI LAMENTANO … non si siedono a tavola e dicono le cose che sono andate male durante la giornata, ma raccontano la meravigliosa giornata che hanno vissuto.. difficile da capire?? Avrete vissuto delle cose belle nella vostra giornata! O no?? Se no, sicuramente bisogna cambiare qualcosa!!!
Ti amo, grazie… non lo dicono.. LO VIVONO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Se uno è ammalato e soffre.. vive l’esperienza di amarsi di più.. ringraziando ogni secondo per ogni secondo che gli viene regalato.. e lo vive con amore non con disperazione e angoscia.. con gratitudine e amore ed è circondato da persone che lo nutrono con Aloha.
Basta recitare il mantra…inventato da un americano…SORRIDETE!!!! Questo è lo strumento hawaiano, che preserva l’ho’oponopono, percepire il giusto vuol dire percepire il bello in ogni cosa. Basta seghe mentali!!
Come facciamo ad evolvere se cancelliamo le esperienze che ci aiutano ad evolvere??
Basta percezioni distorte della realtà.
Conoscete il detto: “Ridi che la vita ti sorride”. Ecco chi l’ha detto doveva essere passato in Hawaii.
Responsabile al 100% certo !! della tua vita !! della tua felicità, se coltivi il tuo orticello anche il tuo vicino, forse, coltiverà il suo bello come il tuo.. non centra niente con le memorie e il mantra..
Ho’oponopono serve per tagliare le corde da energie negative e trasmutarle in positive. Basta l’intenzione e la forza di volontà di VIVERE al 100% nello stato di PONO.

Be aloha..be your god..!!

Barbara

Praticante e divulgatrice dell'arte Hawaiana del Lomi Lomi. Surfista e Yoga Girl

Questo articolo ha un commento

  1. Omar Antonio Ferrari

    Grazie per l’articolo bellissimo. Qualcuno che mostra che per imparare una filosofia di un’altra cultura (non occidentale) bisogna entrare in essa e viverla. E che non serve sempre affidarsi ad un libro, scritto da un occidentale, o meglio per comprendere una infarinatura. Però dopo serve viverla.
    Grazie d’avvero.

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